mercoledì 31 luglio 2013

pale blue eyes

Sometimes I feel so happy,
Sometimes I feel so sad
Sometimes I feel so happy,
But mostly you just make me mad
Baby, you just make me mad
Linger on, your pale blue eyes
Linger on, your pale blue eyes
Thought of you as my mountain top,
Thought of you as my peak
Thought of you as everything,
I've had but couldn't keep
I've had but couldn't keep
Linger on, your pale blue eyes
Linger on, your pale blue eyes
If I could make the world as pure and strange as what I see,
I'd put you in the mirror,
I put in front of me
I put in front of me
Linger on, your pale blue eyes
Linger on, your pale blue eyes
Skip a life completely
Stuff it in a cup
She said, Money is like us in time,
It lies, but can't stand up
Down for you is up"
Linger on, your pale blue eyes
Linger on, your pale blue eyes
It was good what we did yesterday
And I'd do it once again
The fact that you are married,
Only proves, you're my best friend
But it's truly, truly a sin
Linger on, your pale blue eyes
Linger on, your pale blue eyes


mentre accade tutto il resto.
mentre faccio la spesa
mentre recupero la vodka che mi serve per dormire
mentre incrocio amici per caso fortuito
mentre attraverso la provincia diretta a restaurare la mia futura casa
mentre intreccio fili di plastica colorata per futuri grandi uomini
mentre demolisco pareti
mentre mi cimento nel ritirarle su
mentre spalmo antimuffa ed idrorepellenti
mentre redigo liste
mentre mi chiedo cosa passi per la testa delle persone che incrocio
mentre mi preparo l'ennesimo caffè
mentre metabolizzo tutto quanto mi investe
mentre bevo vino bianco ghiacciato confrontandomi con donne che sanno di avere ancora un sacco di cose da dire e non possono fare altrimenti
mentre investo in quello che credo
e che voglio

mentre ci provo.

adesso magari dormo
così
(forse)
la smetto di autorompermi le palle.




*





martedì 30 luglio 2013

questione di modalità

(in basso a sinistra. sì, intendo proprio a sinistra)


: : 



(e di cose che si hanno in circolo)

se proprio si deve vivere di briciole
voglio diventarne una raccoglitrice seriale.


nel frattempo 
penso che 
se è vero che il valore che assegnamo alle cose 
lo cogliamo davvero solo quando non le possediamo più
trovo conferma nel fatto che i capelli sono un mezzo optional
nella mia scala di valori.
diversamente da altro.
maledizione.

mi concentro sui nei che non ricordavo di avere sulla testa.
meglio.



theeohseestime, radarfestival, padova, it , oggi.



sabato 27 luglio 2013

.oq


afterhours, cose semplici e banali



la differenza tra il chiedersi cosa fare e il farlo e basta.

imparare a preparare cocktails
è una buona scuola di vita.



hai paura del buio?
ovvio che sì.
ma non è mai solo buio.




venerdì 26 luglio 2013

.oQ


in una nuvola di zanzare, la donna della luce.




vino rosso, pane ed esseri umani.

the weapons of my generation.
(lei intendeva la chitarra)

people have the power.

vestendo la mia vita delle ultime trentasette ore
bevo acqua calda e limone,
purifico calore.





mercoledì 24 luglio 2013

.- -||


: :

prossimità
e sorellanze vitali.


(fuori dal tempo ed aldilà dello spazio)




.OQ

allevolteaccadechenontiriescadidormirenèdileggerenèdiuscireafareduepassichenonsiapossibiletrafficareconnullachenoncisianoconcertichenonproiettinofilmchenonvadalostreamingchelatuatestasiblocchichenessunamicosiasvegliooraggiungibile
echetiassedinodubbidiognigenerecircaquellocheèstato
suquellochemuoviedinneschisuquantosainontivienedettoechevorrestisentireperchènehaibisognodolorosoopiacevolevalidoomenochesia

le sigarette iniziano a sapere di nulla
il vino perde il suo smalto

cattività.
sono la cattività e lo stallo

l'attesa.

sono le due passate.
esco in bici?

no.
provo con questo:


mah.



nota: film bloccato prima della fine. 

martedì 23 luglio 2013

.Oq



: :






.oq


alta due centimetri
faccio surf dentro uno shaker.

cinema al parco
cibo da asporto attacchi di zanzare sigarette vodka da asporto
con persone che esistono


ovvio che i testi di nicolai lilin  
mi aspettano

nel frattempo
provo a tenere mezza testa distratta 
perché non è proprio semplice
fare il punto di dove si è
facendo ordine fra quanto ci è capitato di arrivare a possedere.


: :






davidbowietime.


















la tentazione di fare un falò è forte.



sabato 20 luglio 2013

.oQ




uau.



.oq


della serie 'prenderetoriperlecorna'




solo quando mangi un limone 
apprezzi davvero lo zucchero (cit.)




perché farsi domande non è una cosa stupida.
o solo deleteria.
ogni tanto
la luna è così grande da mostrarti l'ombra che fai,
mentre ti abbronza.


e dunque,
sorrido della mia umanità
che mi fa mettere mano alla rotella del volume
facendola girare in senso orario
e canticchiare
e saltellare
con un'espressione sghemba
mentre i magazine suonano


sorrido del puntuale principio del pendolo.
perché avere in circolo quotidianamente
cose tanto diverse
ha del meraviglioso.
sempre che si sia intenzionati a gestirsele,
ovviamente.



: :


buonenottiebuonigiorni




giovedì 18 luglio 2013

.xQ


cassetti.

finestre.


porte.

sonic youth, kool thing

chi non parla
non rischia di farsi intendere.


chi non si chiede nulla
rischia di non sapere di volere.


chi sta fermo
non rischia di scivolare in qualche cosa di buono.


: :




carne viva.




lunedì 15 luglio 2013

.+ -




: :



Walk in silence, 
Don't walk away, in silence. 
See the danger, 
Always danger, 
Endless talking, 
Life rebuilding, 
Don't walk away. 

Walk in silence, 
Don't turn away, in silence. 
Your confusion, 
My illusion, 
Worn like a mask of self-hate, 
Confronts and then dies. 
Don't walk away. 

People like you find it easy, 
Naked to see, 
Walking on air. 
Hunting by the rivers, 
Through the streets, 
Every corner abandoned too soon, 
Set down with due care. 
Don't walk away, in silence, 
Don't walk away.

: :


deborah curtis, touching from a distance (1995)
        

__________________

the past is now part of my future,
the present is well out of hand.

heart and soul, one will burn.

__________________


anton corbijn, control (2007)


.xq






: :

della serie
sagra della banalità sottovalutata

secondo la teoria del caos
(e l'incipit di the butterfly effect)

il minimo battito d'ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano
dall'altra parte del mondo.



dormire in compagnia delle falene
mi ricorda di aggrapparmi al valore che credo abbiano
le sfumature

(ferma restando la consapevolezza di non essere un roditore)

: :


oasis, stop crying your heart out.




domenica 14 luglio 2013

manipolazione




: :


mentre guardo la trilogia della vendetta

penso a come non mi si levi dalla testa un link in cui sono incappata
un paio di giorni fa.
non che l'aria che entra da questa finestra mi sia sconosciuta
ma il tempismo con cui mi ha reinvestita é
come qui si suol dire
abbastanza da manuale.


la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media.

1-La strategia della distrazione L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.



penso a quanto riusciamo ad applicare tutto questo ai nostri microcosmi
a come la necessità ci porta a giocare alla costruzione della realtà

troppo spesso in modo pericoloso e difensivoaggressivo
piuttosto che catartico e propulsivocomunitario



..
ora sì che dormirò meglio.






screwdriver


the virgin suicides

(jeffrey eugenides nel 1993 e poi sofia coppola nel 1999)


: :




asfissia e cacciaviti

il libro ancora non l'ho letto.
bisogna mi organizzi con arance a sufficienza per quando accadrà.







venerdì 12 luglio 2013

O D | _

                                                      


: :


della serie

il fatto che mi basti poco per essere felice non significa che mi accontenti delle briciole,
altrimenti sarei un criceto. 

: :





.oq





: :



grounding.




giovedì 11 luglio 2013

.OQ


ha del surreale.
ogni volta che cerco di distrarmi
e di alleggerirmi, in qualche modo
accade che rovisti nella borsa a caccia di foglietti annotati
o che mi controlli l'avambraccio, spesso tracciato
o che sfogli l'agenda, tornando indietro nel tempo per recuperare suggerimenti
e pezzi altrui

dicevo
ha davvero del surreale il fatto che incappi in cose
capaci di riportarmi implacabilmente a quanto ho in circolo invece di lanciarmi altrove

cose che si annodano l'una con l'altra
e con me.





circolarità
circolarità in crescendo
ma che ha pur sempre del cinematografico
almeno per come capita




: :


di fatto, lo so
chi annota sono io.




yves klein, IKB191, 1962





.oq








.oQ





rob brezsny scrive l'oroscopo per internazionale. 
e, a mio parere, lo fa davvero bene.



|\/




.oq






: :

a volte l'unica possibilità che rimane
è il silenzio.

anche se si avrebbe
una valanga di cose da dire

ma ognuno non sente più di quello che può.





: :

detto questo
appendo le mie epigrafi
e tiro dritto
finché ancora sento qualcosa
perché ancora sento qualcosa

: :







.oq





: :

in procinto di cambiare tavolo da gioco
- perchè sulle carte già è un po' che lavoro -
cerco di non farmi accecare dalla paura
di quello che si allontanerà
di quanto avvicinerò
e si avvicinerà
della variazione di equilibri e dinamiche
i cui effetti collaterali
so
essere abbastanza imprevedibili

mi sta bene
ne ho bisogno

la cosa mi scuote.
fotografare proiezioni e pezzi di me di cui sto per liberarmi
mi scuote.


: :

ma rimango convinta non sia possibile perdere davvero nulla.
abbastanza mai.

dunque
mi ricordo del mio inspiegabile ottimismo
e faccio quanto devo per mettermi nelle condizioni di capire
cosa mi serve davvero.

mi piace la parola
'davvero'






mercoledì 10 luglio 2013

.oq"


essere svegliata dalla telefonata di un'amica mi piace.
non mi capita abbastanza mai.
il suo coniglio era nella gabbia, non le rosicchiava la casa
nè si azzuffava con i gatti..
nessun problema dunque, non aveva scordato cose prima di andare al lavoro..

risalgo la rampa di scale che separa i nostri appartamenti
cerco nelle tasche della camicia da notte
ma di chiavi ho solo le sue

..



coinquilino al mare. fino al terrazzo del primo piano non ci arrivo senza una super scala.
non ho il telefono. a casa di lei non c'è un telefono. 
ma un computer sì. 
sorrido. facebook e gli smartphone aiutano.
i vigili del fuoco non possono liberarsi se non per le otto di stasera.
pocomale.
di tessere telefoniche non se ne usano più molte, ma le radiografie si fanno ancora.

dopo aver scassinato la porta di casa,
ed essermi tagliata un dito affettando carote
stacco la testa.




oggi le cose si rincorrono.
ed io diciassette anni.


l'importanza di svegliarsi bene.


: :







martedì 9 luglio 2013

lunedì 8 luglio 2013

la trilogia sulla morte.




: :

amores perros (2000)
21 grammi (2003)
babel (2006)







.oq


: :




la definizioni possono risultare molto comode.
la comodità è una pericolosa arma a doppio taglio.




.OQ


oggi sono sicura che sia lunedì.
e non ho la più pallida idea di come andrà.






al momento so solo che di risvegli traumatici ce n'è di una varietà abbastanza senza limite.
disinfestazione.




.= ?





: :

c'è chi dorme coperto di cartone decorato a guardia di spine di birra
chi beve vodka e tè verde con zenzero e menta
chi fatica a prendere sonno
chi parte per le vacanze
chi non pensa che a traslocare
chi per quanto sia impegnativo, a capire ci prova
perché crede ne valga la pena
almeno di provarci

troppo stanca per finire di descrivere
la magnifica faticosa onesta
manchevole
densa eterogenea scompensata
polaroid di ora.

ma è pur sempre lunedì.

e io oggi so cosa significa definire due occhi 'crepati'.





domenica 7 luglio 2013

wine coloured grass.


note:

1. oggi non e' lunedì. maledizione.

2. non hai figli. ne' e' così necessario che trovi mamme.



detto questo. buon proseguimento di giornata bellica.


giovedì 4 luglio 2013

.oq'


..metà giornata e sono già alla seconda riscoperta dell'acqua calda..


1: adoro strauss. fin da bimbetta.





2: fumo sigarette da un decennio e non so fare gli anelli. l'etna, diversamente, sì.






uau.




.oq





: :

omeopatia.
dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza


ci torno a pensare spesso.
pare ancora non sia irreprensibilmente dimostrato
ma il principio su cui si basa l'omeopatia è quello di similitudine

il veleno che cura il veleno
se assunto secondo precisi tempi dosi e modalità.


non so perchè ci penso ora.
ora che mi ritrovo nella testa un'eco terribile
che lamenta l'umana difficoltà di essere onesti
nel riconoscere i propri bisogni
e di comunicarli
per quello che sono
e per quello che significano

temo rimanga una questione di rischio.
di delicati giochi di relazioni in equilibrio. 
dinamico


meglio che mi imponga di dormire.

: :






mercoledì 3 luglio 2013

.- Q





: :



su alcune questioni
e su alcuni termini

intendersi è imprescindibile.

vittime degli eventi?
sì, se non si accetta di essere
di fondo
tutti in qualche modo
miopi.




c'è chi è convinto che una cosa non sia davvero reale se non è condivisa.
io sono dello stesso avviso.