mercoledì 30 luglio 2014

.Oq

It is not the strongest of the species that survive, nor the most intelligent, but the ones most responsive to change. charles darwin.


what would you have to do to make yourself superbly fit?






rob brezsny al suo solito

e io al mio






giorgio canali, mostri sotto il letto

se non altro siamo tutti d'accordo.

martedì 29 luglio 2014

.oq





sia mai che tu la smetta di indossare vestiti bagnati.


bianco e nero.

ultimo pensiero codificabile dell'altro ieri:
la prima luce ad illuminare la stanza che abiti 
per farlo passa attraverso un tuo encefalogramma arrotolato a paralume.


primo pensiero al risveglio ieri:
passi la notte a litigare con la tua mano che si rifiuta di obbedirti 
scarabocchiando cose incomprensibili anziché disegnare le parole che le detti.
e poi ti svegli nervosa.


di fatto,
vesti di nero per assorbire tutta la luce possibile.


::

angels and daemons keep playing





sabato 26 luglio 2014

iodio


  

buongiorno. oggi piove
(ahaha, quale che sia la novità davvero non so)
oggi piove ma mi sono svegliata ricoperta di colori
e me ne sono continuati a cadere addosso di nuovi e diversi

il momento è surrealista
spruzzate di colore che macchiano in modi imprevedibili
che hanno dello spettacolare
e che vengono acquerellate da righe salate
sorrido
e penso che sorrido
 ad una realtà che permette di caricare la batteria del tuo cercapersone
 mentre stai a salutare i diversamente vivi che ti mancano



albori e metamorfosi

già. ho rotto un sacco di scatole.
e mi piace rileggerlo.
così mi accorgo di quelle che
ho aggiustato
ho perso
ho ritrovato
ho cercato
ho visto ed imparato a
                            costruire
ho rubato
ho condiviso
mi sono state regalate
ho regalato a mia volta








questa cosa a fianco è nata per sbaglio.
cinque minuti due bombolette
tre pezzi di compensato un terrazzo 
avrebbero dovuto essere bacheche da infilzare di spilli
il trittico.
in questo momento sta pigliandosi un sacco di polvere ed umidità in un garage.
mi viene da ridere.



pla'sticost, panorama



e poi sistemo liste lunghissime di momenti immortalati negli ultimi mesi

mia madre che amputa l'arbusto che piantò quando nacqui
me ne regala un pezzo per profumare quello che vivo
almeno per un po'









pla'sticost, pipistrelli in scozia




ed intanto
oggi è oggi
e penso a che giorno è
e a che giorno era sei mesi fa
a come chi c'era allora
è anche ora ma in altro modo

me compresa



(la felicità secondo scusatemi non mi ricordo chi per internazionale)
(ahah)

pla'sticost, snello... ingenuo....

  el tofo..

e i sorrisi che solo alcune sorelle sono capaci di fare

::

perchè oggi piove




martedì 22 luglio 2014

21st century leader




ferma restando la teatralità ironica della cosa qua sopra..

..


prepare yourself 
for the realities of today
and all those unknown possibilities of tomorrow.

::




lunedì 21 luglio 2014

buongiorno.












jacques prèvert






(uau)



- EDIZIONIPULCINOELEFANTE -

io vi voglio tanto bene




default.

ecco.
riordinando il putiferio
(..espressione che potrebbe sottotitolare questo tuo personale momento storico piccola .O in crescita) 
contenuto nel mio portatile
mi salta fuori questo:



ora
non ho assolutamente idea di dove l'ho trovata, ma che mi sia tornata davanti agli occhi oggi è notevole.

oggi credo di aver capito che ci sono margini sui quali lavorare non ci compete.

ed anche che un'agenda aiuta tanto ad organizzare quanto verrà
quanto a fare il punto su quanto è venuto.

sì, credo di essere sulla buona strada.
nonostante questo mi stia costando, per dirne una, la conoscenza di espressioni quali 
ansia psicomotoria
almeno in una qualche sua articolazione 
(indotta)
è possibile io sia sulla buona strada
perchè non so come andrà a
continuare
nè se le mie spalle saranno larghe abbastanza
ma, si continua a camminare
nel fango.
signor feldmaresciallo signorsì, concordo.
però una parentesi dando le spalle alla trincea ciclicamente ci sta
perchè sotto fuochi incrociati alla lunga si rischia di finire solo in tanti coriandoli
che una volta fatte due gocce d'acqua non servono più a nulla di buono


you better stop and look around


::

per la finestra attraverso cui bevo acqua caffè vino secondo necessità

venerdì 18 luglio 2014

quale pro(le)?


roberto ciccarelli, roma, 16/07/2014

Quinto stato. Pubblicato lo studio di Paolo Naticchioni, Michele Raitano e Claudia Vittori. A confronto tre generazioni nate tra il 1965 e il 1979. I salari d'ingresso della "Generazione Tq" crollano fino a 35.500 euro nei primi sei anni di carriera. Ma per i nati dopo il 1980 la situazione è sicuramente peggiore. Di chi è la responsabilità?
C'era una volta l’università di massa e il ceto medio che ha affidato alla laurea la speranza di migliorare la propria condizione sociale e professionale. Nel lungo Dopoguerra è stato così fino al 1980 quando l’ascensore sociale ha iniziato a bloccarsi, prima a scatti, poi per periodi più lunghi. Oggi, sostengono Paolo Naticchioni, Michele Raitano, Claudia Vittori in uno studio pubblicato sull’ultimo numero del «menabò» online dell’associazione «Etica e economia» fondata da Luciano Barca, sta precipitando come in un film horror.
Gli studiosi hanno messo a confronto tre generazioni nate fra il 1965 e il 1979, vale a dire i figli della generazione nata a cavallo o subito dopo la guerra mondiale e hanno dimostrato come l’andamento delle retribuzioni di un campione di lavoratori dipendenti privati con età compresa tra i 35 e i 39 anni sia chiaramente inferiore rispetto ai salari delle due coorti precedenti.
Chi è nato tra il 1970 e il 1974 e si è laureato, ha subìto una perdita pari a poco meno di 5 mila euro nella prima fase della carriera, che cresce a 8100 euro per chi è nato tra il 1975 e il 1979. Se poi si confronta la situazione dei 35-39enni con i nati nella seconda metà degli anni Sessanta, i salari d’ingresso sono inferiori di oltre il 20% e il divario tende ad aumentare negli anni seguenti, minando le prospettive di carriere lavorative durevoli.
Questi laureati hanno perso complessivamente 35.500 euro rispetto ai nati nel periodo 1965–1969. La perdita è molto forte anche tra chi è nato nel primo decennio degli anni Settanta, fra cui rientra chi ha iniziato a lavorare nella crisi occupazionale del 1992–3 e nei cinque anni successivi quando il centro-sinistra di Prodi approvò la prima riforma sulla precarizzazione: il cosiddetto «pacchetto Treu».
In questo caso la perdita è stata quantificata in 29 mila euro.

I diplomati, che si presume essere meno qualificati, hanno risentito di una politica che ha mescolato i bassi salari con la precarizzazione generalizzata: rispettivamente 16.700 e 9.100 euro a discapito dei nati nella seconda e nella prima metà degli anni Settanta, ma sembrano riconquistare terreno nei primi anni della loro «carriera».

I divari accumulati sono infatti inferiori rispetto a quelli dei laureati: 2.800 e 2.100 euro a discapito di chi è nato alla fine o all’inizio degli anni Settanta. In questo scenario di crescente proletarizzazione del lavoro dipendente, e autonomo, sia quello della conoscenza che quello «esecutivo», sembra essere sfumata l’equazione tra alto livello di istruzione e reddito elevato, il pilastro sul quale è stata costruita la categoria sociale del ceto medio.
Lo squilibrio crescente tra i redditi nel passaggio da una generazione all’altra, la perdita del prestigio sociale legato alla conquista di un titolo di studio, l’erosione dello status professionale in direzione di un bric-à-brac precario e esistenziale, ha annientato l’alta considerazione di sé diffusa sia nel lavoro indipendente che in quello dipendente, come dimostra oggi la condizione dei giovani avvocati, architetti o medici sempre più disoccupati, precari o senza futuro.
Ma c’è di più, avvertono Naticchioni, Raitano e Vittori. Se questa, infatti, è la situazione dei nati prima degli anni Ottanta, nettamente peggiore è quella attuale di tutti coloro che sono venuti al mondo in Italia dal 1981 in poi. «Questi giovani sono stati penalizzati anche da una più ridotta partecipazione al mercato del lavoro, probabilmente in seguito alle riforme che hanno favrito la discontinuità delle prestazioni lavorative».
Chi ha tra i 15 ei 34 anni, definito in maniera variopinta come «Neet», «scoraggiato» o «precari», è stato affossato dalle politiche economiche basate sul taglio dei salari e sulla precarizzazione selvaggia seguita alla riforma Biagi e poi a quella Fornero. In attesa degli esiti di quella Poletti che ha reso i contratti a termine «acausali» («uno sconcio etico e incostituzionale» l’ha definita il giuslavorista Piergiovanni Alleva sul nostro giornale), è presumibile che i salari d’ingresso della generazione più giovane siano nettamente più bassi rispetto all’ultima coorte analizzata da Naticchioni, Raitano e Vittori.
Un altro motivo d’interesse di questo studio è la netta smentita della leggenda molto in voga nel ceto dominante nell’epoca Gelmini: in Italia non ci sono laureati in eccesso. Sarebbe vero se la domanda di lavoro qualificato fosse rimasta stabile o fosse cresciuta meno dell’offerta. Invece, l’Italia è uno dei paesi Ocse con il più basso tasso d’istruzione, ha il 15% dei laureati contro il 25–35% di Francia e Germania. Il ceto medio è stato stritolato dalla peculiarità della struttura produttiva contraria all’innovazione, pervicace sostenitrice del contenimento dei costi, fanatica del precariato. Le prospettive non migliorerano intervenendo sul lato dell’offerta, proprio come sta facendo il governo Renzi, ma incidendo sul lato della domanda.



irrequietezza

in momenti storici impegnativi,
creativo
ed
impenitente
lavoro sui margini

acuendo i sensi


c'è alternativa?




the rolling stones, satisfaction





repetita iuvant. soprattutto davanti ad uno specchio, così giusto per avere il quadro completo.


lunedì 14 luglio 2014

squadre improbabili.




"ogni volta che vedo un filo spinato o una rete mi viene il mal di stomaco"

Temperamento

http://www.treccani.it/vocabolario/temperamento/


temperaménto s. m. 
[dal lat. temperamentum, der. di temperare «temperare»]

1. ant. o non com. In senso ampio, mescolanza di più elementi in giusta proporzione, e anche mescolamento in genere (per es., t. dei colori). È talvolta ancora usato in alcuni sign. fig.:

a. Alleviamento, moderazione, attenuazione: piogge che sono di t. al calore eccessivo dell’estate; apportare un t. al rigore di una punizione, della disciplina;t. dell’ira, delle passioni.

b. Modo o mezzo che concilî un contrasto, appiani una divergenza, elimini un ostacolo, faciliti una soluzione, ristabilisca un equilibrio: cercare, trovare un t.;non vi gettate del tutto al disperato, signor Simplicio, ché forse ci è ancora qualche t. per le vostre difficultà (Galilei).

2.

a. Nella medicina antica, secondo l’insegnamento di Ippocrate ripreso da Galeno, il termine temperamento (gr. κρᾶσις) indicava la mescolanza in proporzioni diverse dei quattro umori fondamentali dell’organismo (sangue, pituita, bile e atrabile); si distingueva il t. normale (o eucrasia), che indicava la mescolanza perfetta degli umori, dai t. anormali (o discrasie), quando prevalga l’uno o l’altro elemento; t. sanguigno, t. flemmatico, t. bilioso, t. melanconico, ciascuno dei quattro temperamenti anormali.

b. Nell’uso moderno la componente dell’affettività (considerata, in psicologia, biologica e quindi ereditaria), come parte della costituzione e della personalità individuale, dalla quale dipendono l’emotività e la qualità e la stabilità del tono affettivo. Con sign. più generico, nel linguaggio corrente, indole, carattere: avere un t. freddo, emotivo, facilmente irritabile; ha (o anche è) un t. sentimentale,romantico; siamo due t. diversi; è un lavoro che non s’adatta al mio t.; con uso assol., personalità forte e originale: una donna piena di t.; che t. quell’attore!; un artista di t., che ha del temperamento.

c. In astrologia, carattere di un individuo determinato da un astro, da un segno o da una costellazione, da una qualità astrologica particolare: t. maschile(determinando: t. di Ariete, dei Gemelli, ecc.), t. femminile (t. del Toro, della Vergine, ecc.).

3. In zootecnia, temperamento della bocca, il modo con il quale il cavallo reagisce al morso.

4. Nella terminologia musicale, la sistematica accordatura degli strumenti a suono determinato (organo, pianoforte, ecc.), praticata suddividendo l’ottava in 12 semitoni posti a uguale distanza l’uno dall’altro e ottenendo così, per es., l’identificazione di do diesis con re bemolle.

5. Nella tecnica mineraria, t. di una miniera, il rapporto tra la portata d’aria necessaria alla ventilazione e la radice quadrata del valore della pressione minima necessaria per provocare il movimento dell’aria stessa: la determinazione del temperamento è utile per individuare il punto di installazione del ventilatore che dovrebbe corrispondere alla posizione di massimo rendimento.


nick hornby, a long way down (2005)


questa non è una pigna.


"il dolore non mi dispiace, 
è la speranza che mi uccide"






da qualche tempo chiudo male il gas
ovvero ruoto manopole in senso opposto a quello che dovrei
saturando ambienti in modo molto pericoloso di cose pericolose
per deformazione professionale e perchè il rischio di fare un esaurimento nervoso non mi è mai parso così tangibile come in questo momento storico
ma
la casa non è ancora saltata per aria
(di fatto perchè non ci vivo sola)
dunque
c'è ancora margine











deploy or die.












martedì 8 luglio 2014

.oq




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.oq



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saremo anche tutti
diversi per le stratificazioni di cose che ci si sono attaccate addosso vita natural durante
per le esperienze
per i tempi i contesti gli incastri
gli strumenti cui di volta in volta abbiamo potuto ricorrere per gestire quanto capitava
cose queste che ci distinguono per tipologia particolare di essere umano
ma rimaniamo pur sempre in quella medesima cavolo di barca


e ora dichiaro aperta la caccia alla buonanotte.



lunedì 7 luglio 2014

sabato 5 luglio 2014

badmoonrising.



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(grazie a chiunque sia ad averla fotografata come me la ritrovo incastrata in mezzo agli occhi oggi)

ma ci si lavora.

mica voglio arrivare a dimostrare l'età che ho proprio adesso 

(sorrido)

oggi mi sono regalata un vestito a fiori.
okay, nero.
ma pur sempre a fiori
bianchi.
e, come giustamente fanno tutti i bimbetti con le cose nuove, l'ho messo subito.

perchè sì, la vita riesce ad essere davvero cattiva
ma non farsi incattivire è possibile.

faticoso ma possibile

domani me ne compero un altro di vestito a fiori.
uguale

se mi funziona il bancomat