nel mio caso nella roulotte che chi mi ha messa al mondo ha parcheggiata ed assettata nel classico modo circense tipico degli accampamenti pluriannali in campeggio.
sto gia'per tornare.
ma mi sono marinata in acqua salata, ho dormito, concentrandosi abbastanza e'possibile si noti un vago rossore sulla mia pelle, ho ascoltato il mare e l'aria, mi sono goduta la mia attitudine alla cosa, ho bevuto tutto il vino che dovevo e mangiata il quintale di rucola e carote di cui necessitavo. ho raccolto dati per i miei studi antropologici. ho bevuto solo un caffe' (il campeggio ha la macchinetta e non ho resistito..'sta notte, io, in ugg, lui, il tabacco in spiaggia per le quattro stelle che sono cadute).
ora sigaretta, riassetto del ricovero, caffe' (sto rientrando nella follia della mia vita), sacchi in spalla e spero di ritrovare oreste dove l'ho parcheggiato..
l'i-pod persevera con shootenanny!
e io mi convinco sempre piu'del pensiero al quale da un po' permetto di popolarmi la testa
perche' sola sto divinamente
ma non sempre.
temo di credere che solo chi non conosca la solitudine possa pensare di auspicarla.
circoscritta e gestita tra due parentesi e' quanto di piu'catartico e necessario
ma se di default
attenzione
perche' okay che siamo tutti soli
in un certo senso
con noi stessi
ma
abbiamo bisogno di essere riconosciuti in quanto esistenti
oltre che di crescere
e non credo sia possibile arrangiarsi in questo senso.
Nessun commento:
Posta un commento