Venerdi'.
Tre ore di sonno e tredici di lavoro sulle spalle.
Senza fiato
Me lo hanno fumato gli ultimi mesi.
Traslocare piu'di tre decadi di tensioni.
Decomporre l'investimento di quasi un decennio
Scandaglio il vuoto denso che mi da le vertigini cercando di tenere a mente che ora di fatto c'e'un sacco di spazio che posso riempire
Di quello che voglio
Ah.
Di quello che voglio.
Di quello che capita
Mentre cerco quello che voglio
Volere un sacco di cose
E sapere di volerne sacchi di altre che ancora non si hanno ben chiare o delle quali ancora non si sa abbastanza nulla puo'essere una gran fregatura
Cosi'come una meravigliosa, dolorosa escursione
Stasera scarpino.
Con una caviglia slogata ed un quarto di litro di vodka polacca di segale appresso.
Perche' domani attacco lavoro presto
Perche' ora di semplificarmi per tradurmi comprensibile a qualcuno che mi fissa stranito non ho la forza
O forse mi manca solo la voglia
Sotto gli ulivi e'freddo
Ma la vista mi fa sentire piu'viva delle formiche inscatolate che stanno alla luce oltre i miei piedi
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